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Visualizzazione post con etichetta Nicola Amalfi. Mostra tutti i post
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mercoledì 25 febbraio 2015

Lactocollybia epia (Berk & Broome) Pegler








Il ritrovamento (foto 1) avvenuto nell’aprile 2013 a Messina (Sicilia) da parte di Rosita Torre, gli sporofori fotografati e raccolti sono stati analizzati e determinati da Nicola Amalfi e Marco Donini, Paulo de Oliveira ha svolto indagini Biomolecolari.

Caratteri Macroscopici.

Cappello: 0.8 -3.5 cm. di diametro, dapprima convesso, poi piano convesso, infine piano con possibile depressione centrale. Margine intero sempre involuto. Cuticola bianca, o bianca con tonalità nocciola, specialmente in età matura, e specialmente nella zona marginale, igrofana, consistenza elastica.
Imenoforo: formato da lamelle mediamente fitte, intercalate da lamellule, adnate al gambo , decorrenti per un dentino, di colore bianco con macchie nocciola, specialmente nei soggetti maturi. Filo lamellare eroso seghettato.
Gambo: cm. 0.4-0.7 x 1.5-3, centrale, alcune volte poco decentrato, cilindrico irregolare, poco sinuoso, portante alcune volte marcata solcatura centrale per quasi tutta la lunghezza. Concolore al cappello. Anello assente.
Carne: esigua ma elastica, tenace, in ogni fase di crescita, bianca, o bianco- nocciola, odore forte sgradevole, penetrante, spermatico agliaceo, sapore amaro astringente. 
Habitat di crescita:
I soggetti sono stati reperiti nell’ aprile 2013, in un vaso di pianta di orchidee, in un ambiente con temperatura di 30° e tasso di umidità del 70%. La crescita è avvenuta saprotrofa su pezzi di corteccia di Pinus pinaster provenienti dalla Spagna e dalla Francia in un compostaggio pronto di terriccio proveniente dalla Russia, idoneo per la coltivazione delle orchidee. 
Caratteri microscopici: Basidiopore bianche in massa, ialine, ovoidali-amigdaliformi micr. 6.2- 7.2 (8) x 4-5 (5.5). Foto in rosso congo a 1000 ingrandimenti (100X) (foto 2) Basidi tetrasporici, claviformi, micr. 18-26 x 4-6.5.(foto 3) Cheilocistidi cilindrico – fusiformi , abbondanti, micr. 15-36 x 4.5-10.5.(foto 4) Exiccata presso: Paulo de Oliveira Dept. Biologia, Univ. Évora - Portogallo 

Indagine molecolare:
Il DNA è stato estratto dall’esemplare e, per fare il sequenziamento delle regioni ITS del DNA ribosomale, quelle sono state amplificate PCE. La sequenza di Lactocollybia epia assemblata fu confrontata con quelle disponibili dalle banche dati del DNA, utilizzando UGena per l’allineamento e M.E.G.A. per l’analisi filogenetica. Guidati da analisi preliminari di portata più ampia, solo membri della famiglia Marasmiaceae e Physalacriaceae sono stati incluse nella analisi.
Nella figura 5 una filogenia di consenso bootstrap viene presentata, in cui la posizione della sequenza di Lactocollybia epia appartiena a un clade (con il 87% di support) formato con altre specie di Marasmiaceae. Nell’evoluzione di questa Famiglia, Lactocollybia epia sembra essere uno dei primi taxa divergenti, ma all’interno di un ampio clade, separato dalle Physalacriaceae, contenente delle sequenze di taxa Cifeloidi anche classificate nelle Marasmiaceae (Generi Henningsomyces, Rectipilus e Calathella), ma anche con una sequenza identificata come, Armillaria luteovirens.
Registrazione in GenBank KP840552

Amalfi- de -Oliveira- Donini …. 2015

martedì 9 dicembre 2014

Cortinarius petroselineus Chevassut & Rob. Henry

SCHEDA





Famiglia: Cortinariaceae
Genere: Cortinarius
Sottogenere: Telamonia
Sezione: Hydrocybe
Specie: petroselineus
Etimologia: Cortinatius = Con cortina   petroselineus = con odore di prezzemolo.

Cappello: cm. 2-6.5 , poco carnoso, dapprima campanulato, poi convesso – appianato, con umbone basso e largo. La cuticola si presenta igrofona, ricoperta da una fine peluria, la colorazione va dal bruno al bruno nerastro con evidente tonalità violacea.
Imenoforo: formato da lamelle fitte, adnate al gambo, la colorazione dapprima biancastra, poi color ocra con sfumature violacee.
Gambo: 2-7  x 0.3 -1 cm., fibroso, cilindrico, leggermente ricurvo, quasi concolore al cappello, ricoperto in modo irregolare da una pruina bianca , che arrossa con l’età.
Carne: poco consistente, fibrosa, ocra- bruno, con sfumature violette, odore di prezzemolo, ma con componente spermatico- farinosa. NON COMMESTIBILE.
Habitat:  Sotto latifoglia con preferenza per quercia o castagno in ambiente mediterraneo. La raccolta sui monti Peloritani, Sicilia Orientale.
Microscopia: Basidiospore color tabacco in massa, ellissoidali, ornamentate da verruche puntiformi micr. 8-9 x 5-6. Foto in melzer 1000 ingrandimenti (100X).
Basidi tetrasporici claviformi.
Note: La specie che può trarre in inganno a prima vista il determinatore, con le caratteristiche proprie, quale, l’odore, i resti di cortina in bande argentate sul gambo, la colorazione con toni esplicitamente violette, la reazione bruno- nerastra della carne al KOH e l’analisi micro, porta ad una sua sicura determinazione.

Micologo Nicola Amalfi



domenica 17 novembre 2013

Pluteus thomsonii (Berkeley & Broome) Dennis

SCHEDA




Famiglia Pluteaceae
Genere   Pluteus
Specie    thomsonii
Etimologia Pluteus = mensola  thomsonii = dedicato a J. Thomson

Cappello:  cm.2-4, dapprima convesso, poi piano con piccolo umbone, cuticola color bruno non uniforme, fondo liscio o pruinoso, con reticolo marcato in rilievo.
Imenoforo: formato da lamelle mediamente fitte, libere al gambo, dapprima biancastre poi rosa.
Gambo:  2-5 x 0.2-0.4 cm., cilindraceo, pubescente, più spesso alla base, con colorazione grigia, biancastro all’apice per la presenza di pruina, striato longitudinalmente.
Anello: assente
Carne: biancastra, fragile, sottile, con odore nullo. NON COMMESTIBILE
Habitat: con crescita saprotrofa su pezzetti di legno marcescenti, o su tronchi morti, generalmente di latifoglia.
Microscopia: basidiospore rosa-bruno, subglobose-ellissoidali, micr. 6.5- 8.5 x 5.5-7. Foto in acqua 1000 ingrandimenti (100X). Cheilocistidi per lo più fusiformi con punta molto lunga.
Note: una specie con crescita poco comune, molto bella da vedere per le caratteristiche venature sul cappello, che ne rendono facile la determinazione macro.
Anche a livello microscopico i cheilocistidi con una punta molto lunga sono una nota determinante.




Leucoagaricus bresadolae ( Schul.) Bon

SCHEDA



Famiglia Agaricaceae
Genere   Leucoagaricus
Sezione  Annulati
Specie    bresadolae
Etimologia Leucoagaricus = Agarico a spore bianche  bresadolae = di Bresadola

Cappello: cm.5-12, dapprima conico o tronco conico, poi convesso, infine piano con piccolo umbone. La cuticola biancastra è ricoperta da numerose squame concentriche di colore rossastro-bruno più fitte al centro. Il margine si presenta regolare , leggermente striato in età adulta. Allo sfregamento assume una colorazione gialla per poi passare al rosso-bruno.
Imenoforo: Formato da lamelle fitte e ventricose, di colore biancastro, poi macchiate di giallo e infine di rosso-bruno.
Gambo: 10 -13 x 1-1,5 cm. , ma con la base larga sino a cm.3, fusiforme, ventricoso, cavo alla sezione, superficie biancastra, fibrillosa, ma presto macchiata di rosso-bruno.
Anello: membranoso, mediamente ampio, biancastro ma con il margine sempre color bruno.
Carne: Spessa al centro del cappello, soffice, bianca virante al giallo e poi al rosso –bruno. Odore fungino leggero. TOSSICO
Habitat: con nascita quasi sempre cespitosa, ma alcune volte gregaria, su terreni grassi o resti di segatura.
Microscopia: Basidiospore bianche, ovoidali o leggermente ellittiche, metacromatiche , micr. 8.5 10.5 x 6-7. Foto in blu di cresile 1000 ingrandimenti (100X). Basidi tetrasporici claviformi. Giunti a fibbia assenti.
Note: Bellissima specie che a prima vista per le decorazioni e le dimensioni ricorda una Macrolepiota.  La sua crescita generalmente è cespitosa, ma si può presentare gregaria, e allora il soggetto assume delle dimensioni più grandi. Il viraggio prima al giallo e poi al rosso porpora ne facilitano la determinazione macro.




martedì 1 ottobre 2013

MICOTOSSICOLOGIA

Sindrome Acromelalgica


Sporofori responsabili: Clitocybe amoenolens

Quadro Clinico
  

Le tossine responsabili di questo micetismo sono gli Acidi Acromelici. Dopo una latenza di 24-72 ore, che può protrarsi sino a 4-6 giorni, compaiono dei forti dolori alle estremità dei piedi e a volte anche delle mani, con sensazione definita  di punture di spillo, accompagnate da crisi parossistiche notturne ed in alcuni casi anche diurne. Nelle aree del corpo interessate, si nota, edema anche grave. Non si registrano nel corso di questa intossicazione disturbi gastrointestinali o scompensi epatici o renali.  Naturalmente la gravità del caso, dipende dalla quantità di sporofori ingeriti, e, non essendoci cure sistemiche, ma solo lenitive, gli effetti possono durare fino ad un anno dall’intossicazione.



MICOTOSSICOLOGIA

Sindrome Paxillica

Sporofori Responsabili: Paxillus involutus, Paxillus filamentosus.


Quadro Clinico
  
La tossina responsabile non è stata ancora determinata, ma sicuramente agisce sensibilizzando l’organismo di individui predisposti all’intossicazione, con più pasti ravvicinati o pasti molto abbondanti. Infatti in molte regioni Italiane queste due specie vengono consumate tranquillamente.

A distanza di 2-3 ore dal pasto , insorge un quadro caratterizzato da, gastroenterite acuta, ittero, emoglobinuria, insufficienza renale e anemizzazione che può portare al collasso. Tale sintomatologia, si può presentare in forma grave e rapida da provocare la morte, e quindi in questi casi è indispensabile fare ricorso ad urgenti cure ospedaliere, per scongiurare l’esito letale.


sabato 31 agosto 2013

FUNGHI SI - FUNGHI NO

Armillaria mellea
Hypholoma fasciculare
   
Basidiospore bianche Basidiospore viola
Cappello granuloso Cappello liscio con residui di velo
Lamelle bianche, poi rugginose Lamelle verdi, poi brune
Gambo con anello Gambo privo di anello
Carne biancastra Carne gialla
Odore di muffa Odore nullo
Sapore mite Sapore amaro
Commestibilità dopo cottura Commestibilità tossico




MICOTOSSICOLOGIA




Sindrome  Psilocibinica


Sporofori Responsabili:

Genere Psilocybe: P. semilanceata – P. Cyanescens – e altre.
Genere Panaeolus: P. subbalteatus – P. campanulatus – P. foeniseci – P. ater – P. retirugis – P. sphinctrinus - P. semiovatus
Genere Inocybe:  I. aeruginascens – I. corydalina – I. haemacta
Genere Cortinarius: C. infractus e sue varietà
Genere Gymnopilus:  G. spectabilis
Genere Pluteus:  P. salicinus – P. cyanopus.


Quadro Clinico

Le tossine responsabili sono la Psilocibina, la Psilocina e la Baeocistina.
Gli effetti sono dovuti alla somiglianza della struttura della PSB con quella dell’LSD, il più potente allucinogeno oggi conosciuto. Poiché l’ingestione di questi sporofori avviene, quasi sempre, da parte di soggetti che vogliono deliberatamente raggiungere stati di ebbrezza mentale, l’intossicazione dipende dalla quantità ingerita.
Dopo 30 – 60 minuti dall’ingestione, compaiono: nausea, vomito, dolori addominali, cefalea, brividi, tachicardia, turbe dell’equilibrio. Poi subentrano gli effetti psichici: estraniazione dal proprio corpo, allucinazioni, perdita e inconsapevolezza della nozione tempo spazio, euforia intensa con visioni di colori irreali, sensazione di estremo benessere, poi sonno intenso.
Il tutto dura circa 4 ore, poi il ripristino della vita normale. Si segnala solo un caso di decesso a causa di arresto cardiaco in un ragazzo di 17 anni che aveva ingerito volontariamente sporofori di P. semilanceata.

La detenzione o lo spaccio di funghi allucinogeni è reato penale!


mercoledì 28 agosto 2013

MICOTOSSICOLOGIA



Sindrome Norleucinica

Sporofori responsabili:
Amanite appartenenti al gruppo Ovidea- Amanita proxima


Quadro Clinico

La sostanza tossica del caso è la Norleucina Allenica.
Dopo 8-24 ore dal pasto compaiono sintomi gastrointestinali, caratterizzati da nausea, dolori addominali, vomito, diarrea, sudorazione, ansia e insufficienza epatica. Sintomi che tendono a rientrare molto velocemente; ad essi va aggiunta l’insufficienza renale, che, regredisce invece in tempi più lunghi, generalmente nel giro di 7-10 giorni, con la guarigione completa del paziente , sottoposto sempre alle opportune cure mediche.




domenica 25 agosto 2013

LEUCOCOPRINUS FRAGILISSIMUS ( (Ravenel) Patouillard


SCHEDA








Leucocoprinus  fragilissimus  (Ravenel) Patouillard
Descrizione di due sporofori di Leucocoprinus fragilissimus reperiti in bosco di quercia misto a leccio, su lettiera di foglie, mese di agosto, dopo abbondanti piogge, monti Peloritani (Sicilia-Messina), Altezza 600 m. slm, temperatura 26°, umidità 80% Si tratta di uno dei rari ritrovamenti documentati in Europa in ambiente naturale di questa specie tropicale. Altri rari ritrovamenti sono stati segnalati in serre di piante tropicali.
Cappello: cm 2-3, espanso, fragilissimo, biancastro, con piccolo umbone centrale di colore giallo. Cuticola striata in modo marcato sino al piccolo umbone.
Imenoforo: Formato da lamelle mediamente fitte, fragilissime, biancastre con senso di trasparenza, libere al gambo.
Gambo:  10 x 0.2 cm., esile fragile, cilindrico, color biancastro con sensazione di trasparenza a riflessi giallini.
Anello: piccolissimo, fragilissimo ed effimero, ma ben visibile (in una sua parte) nella parte bassa del gambo.
Carne: biancastra, fragilissima con rottura vitrea, odore nullo. COMMESTIBILITA’ IGNOTA .
Habitat: Specie tropicale, con segnalazioni di nascita in serre di piante tropicali, i soggetti nelle foto in bosco misto di quercia- leccio.
Microscopia effettuata: Spore larghe ellittiche, ristrette all’apice, poro germinativo prominente, metacromatiche, micr. 9-11.5 x 6.5-7.5. Foto in blu di cresile 1000 ingrandimenti (100X)

Micologo Nicola Amalfi


Avviso

Da notizie apprese, risulta che il Leucocoprinus fragilissimus è stato rinvenuto e documentato in ambiente naturale da Mauro Cittadini, nella Regione Lazio, nel 2006.

Per correttezza  professionale questo ed altri ritrovamenti verranno pubblicati immediatamente.










mercoledì 21 agosto 2013

FUNGHI SI - FUNGHI NO

Cantharellus cibarius
Omphalotus olearius
   
Cappello da convesso ad espanso Cappello al calice ombelicato
Imenoforo pseudolamelle decorrenti Imenoforo lamelle decorrenti
Carne biancastra Carne giallo intenso
Odore di albicocca Odore forte e sgradevole
Habitat terricolo Habitat lignicolo cespitoso
Commestibilità commestibile




Commestibilità velenoso






lunedì 19 agosto 2013

AMANITA PANTHERINA


IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI




AMANITA PHALLOIDES



IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI






CORTINARIUS ELATIOR


IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI




CORTINARIUS OBTUSUS



IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI




SARCOSCYPHA COCCINEA



IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI




ENTOLOMA PRATULENSE


IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI




TRICHOGLOSSUM TETRASPORUM



IL MONDO DELLE SPORE DEL MICOLOGO NICOLA AMALFI